La posizione geografica ne fa una terra ricca nel campo dell'agricoltura: i vigneti della Valpolicella sono famosi in tutto il mondo perché danno origine alle pregiate qualità del vino
Amarone. Importante anche la coltiva dei ciliegi, e dell'olivo che rende la Valpolicella un importante produttore di oli di qualità.
L'ansa dell'Adige che abbraccia la Valpolicella e il clima la rendono inoltre una
terra che si addice perfettamente alla coltivazione di frutta (pesche e kiwi).
La Valpolicella non vive di sola agricoltura: la Lessinia è sede di estrazione di molte qualità di marmo.
Oggi la Valpolicella è una
zona molto rinomata e ambita dalle famiglie veronesi che amano spostarsi dalle zone caotiche della città per trovare la tranquillità e lo splendore dei paesaggi e delle meravigliose ville
che la Valpolicella offre.
Sant'Ambrogio è il principale paese della Valpolicella. Le origini di questo paese risalgono per lo più all'età del
Bronzo e del Ferro. Ma è dall'età romana
che vi sono i primi ritrovamenti di una certa consistenza: sepolture, di iscrizioni funerarie e di ex-voto e dalla presenza di resti di strutture abitative. In età romana la zona di Sant'Ambrogio
era attiva l'estrazione e alla lavorazione dei calcari veronesi. L'attività di estrazione, lavorazione e commercio dei marmi, favorita dalla vicinanza di una comoda via d'acqua quale l'Adige, è continuata
nei secoli fino ai giorni nostri.
Il vino: il Valpolicella è un vino che nasce da una miscela di uve di vitigni diversi, la più importante è la Corvina veronese presente in misura
dal 40 al 70%, in dialetto locale è chiamata anche Cruina o semplicemente Corvina. Essenziali sono anche le uve Rondinella, dal 20 al 40%, e Molinara, dal 5 al 25%. Non essenziali alla miscela
per avere la denominazione, ma possono essere presenti fino ad un massimo complessivo del 15% sono le uve provenienti da vitigni della zona come: Rossignola, Trentina, Negrara, Barbera e Sangiovese.
Possono essere presenti per un massimo del 5% gli altri vitigni autorizzati in provincia di Verona.Il colore è rosso rubino carico, il profumo vinoso, gradevole, caratteristico, che ricorda talvolta
le mandorle amare, il sapore asciutto o vellutato, di corpo, amarognolo, sapido armonico. Le uve destinate alla vinificazione devono avere una gradazione minima alcolica naturale di 10°, con una
tolleranza di mezzo grado. La qualità superiore deve avere una gradazione naturale minima di 11° e al consumo non inferiore a 12°. Deve avere un invecchiamento di un anno di calendario
a partire dal 1 gennaio successivo alla raccolta delle uve. L'invecchiamento deve avvenire nella zona di produzione classica. Il Valpolicella è adatto per carni bianche e formaggi e per ogni
occasione, il Valpolicella Superiore, vino nobile, è adatto a selvaggina ed arrosti. L'Amarone si accosta a cacciagione, selvaggina nobile di piuma e a formaggi stagionati, mentre il Recioto è vino
tipicamente da dessert.
Recioto e Amarone, pur avendo una denominazione propria derivano dalle uve del Valpolicella. Per la produzione sono sottoposte a parziale appassimento per raggiungere un minimo di 12°, solitamente
la produzione li supera abbondantemente. L'appassimento nella tradizione veniva fatta su delle stuoie chiamate arele. L'invecchiamento, o affinamento, ha un calendario diverso dal Valpolicella superiore. È di
due anni e parte dal primo dicembre successivo alla vendemmia. In questo modo i vini giovani possono essere consumati per il Natale. Per il Recioto è prevista anche la spumantizzazione.
Il lunedì di Pasquetta a Negrar viene organizzata una manifestazione mostra detta Palio del Recioto, una gara tra i migliori produttori locali del suddetto vino, con possibilità di assaggi
ed acquisti. Ad esso è abbinata ad una importante corsa ciclistica internazionale per dilettanti, che annovera nel suo albo d'oro campioni che in seguito hanno avuto importanti carriere tra i professionisti.