Peschiera del Garda è uno dei paesi più caratteristici del lago Garda: si affaccia sulla bassa sponda veronese del lago nel punto in cui le acque del Garda confluiscono nell'emissario
Mincio ed è completamente circondata da canali. Il centro storico di Peschiera del Garda è infatti delimitato dalla cinta muraria che ha modificato il percorso naturale del fiume. I primi insediamenti risalgono
all'età del bronzo (sono stati ritrovati i tipici reperti: punte di freccia, spade, ecc). In epoca romana Peschiera divenne un importante centro: vi è la testimonianza di Plinio il Vecchio e del nome Peschiera. Per facilitare i collegamenti, oltre alla naturale
direttrice del lago e del Mincio che permetteva una rapida comunicazione fino alla città di
Mantova, in età romana fu realizzato, la cosiddetta via Gallica che collegava Bergamo e
Brescia a
Verona, toccando appunto il nodo di Peschiera del Garda.
Nei pressi di Peschiera, verso Salionze, la tradizione riporta che il Papa Leone I abbia fermato
Attila "il flagello di Dio", senza armi, sul guado del Mincio nel 492 dopo una campagna di conquista e distruzione iniziata dai remoti territori dell'Asia minore e che aveva costituito uno dei più grandi imperi della storia.
Nel Medioevo,
Verona estende fino al lago la sua dominazione e Peschiera che costituiva un nodo strategico fondamentale per lo sbarramento del Mincio. Mastino della Scala inizia l'opera di fortificazione del centro: la Rocca fu costruita su preesistenti costruzioni romaniche e nel XV secolo la Fortezza risulta composta da un gruppo di abitazioni civili intorno alle quali erano le mura turrite disposte su cinque lati e, nell'angolo meridionale, si trovava appunto la Rocchetta, detta poi Rocca.

Nel 1439 Peschiera entra a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia e a partire dal 1549, la fortezza assunse l'attuale forma pentagonale. La fortezza resta inalterata fino a quando Peschiera passa ai Francesi, dopo la caduta della Repubblica di Venezia. Negli anni della dominazione francese (1801-1814) inizia un nuovo ruolo difensivo della Fortezza di Peschiera: nasce il progetto per costruire un sistema di forti isolati nella campagna su posizioni dominanti che avviluppino la città a corona. Il progetto riesce ad essere attuato solo in parte e ancora oggi restano, come testimonianza dei forti napoleonici: Forte Salvi vecchio verso Brescia, Forte Mandella vecchio verso Verona. Nel 1815 Peschiera passa nelle mani degli austriaci e i genieri dell'esercito di occupazione si impegnano al completamento delle opere iniziate dai francesi. Dal 1849 al 1864 gli austriaci costruirono a Peschiera ben 14 forti esterni, alcuni dei quali ancora conservati, che componevano il "campo trincerato a forti distaccati", voluto da Radetzky.

A sud della fortezza si erge Forte Ardietti, capolavoro architettonico del "Quadrilatero asburgico", edificato dal 1853 al 1861. Peschiera fu scenario della storia dalla Prima alla Quarta guerra d'Indipendenza. Durante la prima guerra d'Indipendenza le cinque divisioni guidate da Carlo Alberto segnarono l'inizio dell'unità nazionale. Carlo Alberto sarà acclamato dai suoi soldati Re d'Italia il 30 maggio 1848 in seguito alla
resa della "Piazzaforte asburgica" più importante
del leggendario Quadrilatero. I piemontesi la restituiscono nuovamente agli austriaci in forza dell'armistizio di Salasco del 9 agosto 1848. La costruzione della ferrovia nel 1854 determina la successiva urbanizzazione contenuta tra i binari e lungo il
lago: sempre gli austriaci costruiscono il ponte ferroviario sul Mincio come opera militare, con i binari posti al livello superiore e la strada carrabile ed i camminamenti di controllo ad un livello inferiore (ex Setteponti distrutti con bombardamento
aereo americano nel 1944). Dopo il 1866, sotto il Regno d'Italia, l'importanza strategica militare di Peschiera del Garda comincia a decadere ed ha inizio la demolizione di molte delle opere costruite: oggi si conservano 7 dei 15 forti originari.
Peschiera dista
25 chilometri da Verona ed è facilmente raggiungibile: casello dell'autostrada A4 Milano Venezia, per chi proviene in auto; stazione ferroviaria di Peschiera (linea Milano Venezia) per chi proviene in treno; aeroporto di Verona Villafranca per
chi arriva in aereo.
Dal porto sono raggiungibili tramite battelli tutti i paesi del lago di Garda. Da Peschiera del Garda inizia una pista ciclabile lunga circa 40 chilometri, che la collega a Mantova e che costeggia il fiume per un lungo tratto del
percorso, in un ambiente in cui si estende il
Parco del Mincio (al quale purtroppo Peschiera non aderisce a causa della miopia degli amministratori comunali e provinciali). Peschiera ospita un gran numero di
hotel e campeggi
che hanno fatto di questo paese una delle principali mete del turismo di massa sul lago di Garda (
Gardaland e vari altri parchi sono causa di enorme affollamento turistico). A Peschiera vi sono un paio di realtà industriali degne di questo nome ed a queste in tempi recenti si sono purtroppo aggiunti una serie di orrendi capannoni classificati anch'essi come "industriali" anche se non producono assolutamente nulla. Una politica al sevizio degli interessi dei costruttori ha fatto si che Peschiera si sia enormemente ingrandita in anni recenti, tutto ciò a spese della viabilità e del paesaggio ormai in gran parte deturpato dal cemento. Solo il centro storico e le belle mura di Peschiera che la rendono così unica, paiono - per ora - resistere all'ennesimo assalto: quello dei costruttori e degli "urbanisti".